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Non importa quanto tu sia lontano.
I legami tra le anime esistono perchè creati dal pensiero.
Fili invisibili che legano ricamando sull’anima
tutto ciò che gli occhi non possono vedere,
e lo trasformano in emozione, in gioia, in dolore.
Anche in ricordo.
In sorriso o in lacrima.
Avviene tutto dentro.
Nei meandri del cuore, nei nascondigli della mente.
E vivono come tatuaggio sulla pelle dell’anima.
E arrivano ovunque.
E toccano l’oltre.
Un pensiero mi lega a te.
Un pensiero che gli altri chiamano amore.
Io invece lo chiamo con il tuo nome.

- Catherine Morena Ramos
Postato il 2-Feb-2019 alle 8:22:02 • Rispondi
• Delizia... (da: Tua FerNy)

"Se tu non mi vedi non importa
sarà il tuo profumo misto al mio
ad avvicinarci senza mai lasciarci
Se tu non mi senti non importa
sarà la melodia che i nostri cuori intonano
a far sì che le parole non servano
Se tu non mi conosci non importa
ogni stella, ogni alba, ogni tramonto
ti parleranno di me come mai avevi sentito
Se tu non mi trovi non importa
i nostri sentieri sanno già
in quale strada incrociarsi
per non perdersi mai più
Prendi le mie parole
fanne una collana da indossare tutti i giorni
Prendi le mie frasi e fanne una cornice,
nei giorni di tristezza e malinconia
non ti sentirai più sola
Prendi il mio cuore
rattoppato, ferito troppe volte
ma vivo e pulsante
e ascolta cosa ti sussurra
Chiudi gli occhi
e fatti accompagnare nel mondo dei sogni
dove io sarò lì ad aspettarti
eterna presenza dei giorni tuoi".

Ishak Alioui

Postato il 1-Feb-2019 alle 7:23:13 • Rispondi
• Per te... (da: Tua FerNy)

"Ti amo non per chi sei ma per chi sono io quando sono con te"

Gabriel Garcia Marquez
Postato il 30-Jan-2019 alle 11:54:24 • Rispondi
• Buongiorno... (da: Tua FerNy)
Quando in una famiglia non si è invadenti e si chiede “permesso”, quando in una famiglia non si è egoisti e si impara a dire “grazie”, e quando in una famiglia uno si accorge che ha fatto una cosa brutta e sa chiedere “scusa”, in quella famiglia c’è pace e c’è gioia. Ricordiamo queste tre parole: "permesso, grazie, scusa."

Papa Francesco
Postato il 29-Jan-2019 alle 7:21:13 • Rispondi
• Attendo l'eterno... (da: Tua FerNy)

E saprò accarezzare i nuovi fiori
perché tu m'insegnasti la tenerezza.

Pablo Neruda
Postato il 27-Jan-2019 alle 10:45:48 • Rispondi
• Il miracolo... (da: Tua FerNy)


Questa è la storia vera di una bambina di otto anni. Il suo fratellino era destinato a morire per un tumore al cervello. I loro genitori erano poveri, ma avevano fatto di tutto per salvarlo, spendendo tutti i risparmi di famiglia. Un giorno, il papà disse alla mamma in lacrime: «Non ce la facciamo più, cara. Credo sia finita. Solo un miracolo potrebbe salvarlo». La piccola, con il fiato sospeso, aveva sentito tutto. Corse nella sua stanza, ruppe il salvadanaio e, senza farsi sentire, si diresse alla farmacia più vicina. Attese pazientemente il suo turno. Si avvicinò al bancone, si alzò sulla punta dei piedi e, davanti al farmacista meravigliato, posò sul banco tutte le monete. «Per cos’è? Che cosa vuoi, piccola?». «È per il mio fratellino, signor farmacista. È molto malato e io sono venuta a comprare un miracolo». «Che cosa dici?» borbottò il farmacista. «Sì. Si chiama Andrea, e ha una cosa che gli cresce dentro la testa, e papà ha detto alla mamma che è finita, che non c’è più niente da fare e ci vorrebbe un miracolo per salvarlo. Vede, io voglio tanto bene al mio fratellino, per questo ho preso tutti i miei soldi e sono venuta a comperare un miracolo». Il farmacista accennò un sorriso triste: «Piccola mia, noi qui non vendiamo miracoli». La bambina spalancò gli occhioni, poi soggiunse: «Se non bastano questi soldi posso darmi da fare per trovarne ancora. Quanto costa un miracolo?». C’era nella farmacia un uomo alto ed elegante, dall’aria molto seria, che sembrava interessato alla strana conversazione. Il farmacista allargò le braccia mortificato. La bambina, con le lacrime agli occhi, cominciò a recuperare le sue monetine. L’uomo le si avvicinò: «Perché piangi, piccola? Che cosa ti succede?». «Il signor farmacista non vuole vendermi un miracolo e neanche dirmi quanto costa…. È per il mio fratellino Andrea, che è molto malato. Mamma dice che ci vorrebbe un’operazione, ma papà dice che costa troppo e non ce la possiamo permettere, e che ci vorrebbe un miracolo per salvarlo. Per questo ho portato tutto quello che ho». «Quanto hai?». «Un dollaro e undici centesimi... Ma, sapete…» aggiunse con un filo di voce «posso trovare ancora qualcosa…». L’uomo sorrise: «Guarda, non credo sia necessario. Un dollaro e undici centesimi è esattamente il prezzo di un miracolo per il tuo fratellino!». Con una mano raccolse la piccola somma e con l’altra prese dolcemente la manina della bambina. «Portami a casa tua, piccola. Voglio conoscere il tuo fratellino e anche il tuo papà e la tua mamma e vedere con loro se possiamo arrivare al piccolo miracolo di cui avete bisogno». Il signore alto ed elegante e la bambina uscirono tenendosi per mano. Quell’uomo era il professor Carlton Armstrong, uno dei più grandi neurochirurghi del mondo. Operò gratuitamente il piccolo Andrea, che poté tornare a casa qualche settimana dopo completamente guarito. «Questa operazione è un vero miracolo», mormorò la mamma. «Mi chiedo quanto sia potuta costare…». La sorellina sorrise senza dire niente. Lei sapeva bene che “il miracolo” era costato un dollaro e undici centesimi.
Postato il 24-Jan-2019 alle 19:03:33 • Rispondi