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Caro Francesco,

nel giorno dei tuoi 35 anni voglio affidare al mare alcune semplici parole che tu possa vedere dal cielo in cui ora abiti.
Sono sicuro che in queste belle serate d’estate, quasi ogni giorno torni a volare su quest’acqua, su questo Stretto su cui hai vissuto, giocato, amato, urlato la tua insostenibile voglia di vivere.
No, Francesco, non è finita. La vita è solo cominciata, cominciata solo adesso, perché questa che noi viviamo è troppo fragile, troppo povera in confronto a quello che sarà, a quello che ora sei.
E’ strano. Non ti ho conosciuto, non sei stato parte di quella variopinta nuvola dei miei 180 alunni. Eppure, è come se tu fossi l’unico vero alunno, forse perché puoi essermi maestro, e lo sei stato. L’alunno con cui avrei voluto dialogare, come faccio adesso, delle cose più importanti: della vita, della morte, del dolore e dell’amore, di tutto ciò che fa parte di questo strano mare che è la realtà che ci circonda, che ci distrae, a volte, quando ne percepiamo solo gli aspetti più superficiali.
Tu, che nel tuo viaggio sei andato oltre il mare ed il cielo; tu, che hai incontrato quel sole che hai invocato; tu, che hai sofferto le pene più grandi del tuo piccolo corpo; tu, Francesco, aiutaci non tanto a capire, quanto ad accogliere il mistero che ci sovrasta.
Con fiducia, non con disperazione; con speranza, senza rancore. Vieni tra noi come un angelo, quando si fa sera: portaci le carezze degli angeli e, nel tuo sguardo e nel tuo sorriso luminoso, un raggio del volto di Dio che ci sorride.
Vieni dalla tua mamma e donale la forza di attendere, con la lampada accesa, il giorno del vostro nuovo incontro, il giorno in cui vi abbraccerete, come si abbraccia qualcuno partito per un viaggio. Sarà più di un ritorno; sarà incontrarti iniziando un nuovo viaggio. Sarà una vita fatta di cose nuove che per ora non riusciamo nemmeno ad immaginare. Forse un riflesso di tutto questo ce lo dà il mare. Il mare, ora calmo ora rabbioso, ma che in certi istanti diventa come uno specchio.
A lui, al mare, affido queste righe, ricordo e memoria viva di Francesco La Fauci, ragazzo che oggi avrebbe fatto trent'anni, e che li ha compiuti in cielo.
Gli angeli hanno fatto a gara per spegnere le candeline con lui, con un colpo d’ala. Come per un colpo d’ala lui se n’è andato via, ma ci ha lasciato delle orme da seguire.
Le candeline, in cielo, non si spengono, le luci della festa restano accese, il vestito festivo non si toglie più. Lui brilla lassù, come una stella: guardatelo, mamma e papà di Francesco, guardate il vostro figlio lassù… splende di luce accecante…

Gabriele BLUNDO CANTO



(Il 15.07.2005, Francesco avrebbe compiuto 18 anni.
Per la sua festa è stato organizzato un falò sulla spiaggia e tanti messaggi chiusi dentro una bottiglia sono stati buttati nelle acque d’Italia.
Una bottiglia è stata ritrovata nella riserva naturale Isola Bella di Taormina da Silvia Torrisi che gentilmente me l’ha spedita.)

Postato il 15-Jul-2022 alle 9:43:50 • Rispondi
• Essere spirituali (da: Dina)

ESSERE SPIRITUALI

Essere spirituali non dipende da quante ore trascorri meditando,

da quali incensi usi, quali letture erudite fai.

Essere spirituali significa fare della meditazione uno stato interiore costante,

inebriarsi dell'incenso dell'amore e imparare a leggere il proprio cuore e quello degli altri.

Essere spirituali non significa essere perfetti, "buoni", bravi.

Significa essere se stessi, spontanei, genuini, autentici.

Essere spirituali non significa azzerare improvvisamente il proprio dolore.

Significa imparare a fare l'amore con il dolore fino a guarirlo e scioglierlo completamente.

Essere spirituali non significa comprendere tutte le sfaccettature dell'ego, del mondo, della mente.

Significa piuttosto riscoprire la profondità della propria anima.

Essere spirituali non significa avere mille risposte e centomila soluzioni a tutti i problemi.

Significa invece saper entrare dentro di sé e sciogliere ogni problema alla luce dell'amore,

che è l'unico farmaco e rimedio universale a tutti i mali.

Essere spirituali non significa smettere di provare emozioni.

Significa permettere che il peso delle emozioni negative sia lasciato andare

e che la stessa energia vitale salga fino al cuore trasformandosi in gioia e vibrazioni d'amore.

Essere spirituali significa essere semplici, umili, liberi, vuoti.

Significa splendere di luce propria, come un astro nel cielo.

Significa affidarsi completamente alla forza soverchiante dell'amore.
Postato il 9-Jun-2022 alle 9:06:21 • Rispondi
• L'amore sublime... (da: Tua FeRNy)


E non esiste casa che non sia il tuo nome
E non esiste un'ombra nelle tue parole
E non esiste niente oltre i miei cinque sensi
E non c'è luogo al mondo dove non ti pensi
E non esiste dubbio ad ogni mio risveglio
E non esiste bocca dove amare meglio
E non esiste l'aria se non ti respiro
E non c'è più nient'altro da cercare in giro
E ho il desiderio, l'impressione ormai di perdermi
Se chiudo gli occhi mi dimentico di me
Mi presento così
Così come mi vedi
Spoglio di vanità
Non nascondo segreti
Io mi adatto se vuoi
Quando si parla d'amore
Io do il meglio di me
Io mi faccio apprezzare
E non esiste giorno che non mi sorprenda
E non esiste attesa dove non ti attenda
E non esiste affatto un altro paradiso
E dimmi cosa esiste dopo il tuo sorriso
E non esiste scelta per i miei pensieri
E non esiste voglia che tu non avveri
E non esiste errore che non sia rimpianto
E non esiste il mondo quando siamo accanto
E in un momento adesso tutto sembra perdersi
E all'improvviso rimaniamo solo io e te
Ed è sempre così
C'è ben poco da dire
È in silenzio che poi
Ci si impara a capire
Ed è stato così
Che ho perduto il controllo
Fammi quello che vuoi
Perdersi com'è bello
Il miracolo è qui
Tu, il miracolo sì
Ed è sempre così
Quando impari a sentire
L'infinita poesia
Di un amore sublime
Ci lavorerò su
Per non farti scappare
Con tutto il fiato che ho
Sosterrò questo amore
Per non farlo annegare
In questo sterile mare
Via tutte queste barriere
Fate entrare l'amore
Il miracolo è qui
Un miracolo, sì

Renato Zero

Postato il 30-Apr-2022 alle 13:54:21 • Rispondi
• Buongiorno... (da: Tua FeRNy)

“Siamo un battito di ali delle stelle: muoiono partorendo gli atomi che ci compongono, ma sono del tutto ignare delle vicende umane, indifferenti ai nostri barlumi di grandezza e agli abissi del nostro ego. Forse guardando le cose da una scala cosmica saremmo più disposti a perdonarci a vicenda la nostra piccolezza, ad aiutarci l’un l’altro a vivere con serenità il nostro breve tempo sulla Terra.”

Samantha Cristoforetti
Postato il 29-Apr-2022 alle 9:57:22 • Rispondi
• Ovunque sarai.... (da: tua ferny)

Se sarai vento, canterai
Se sarai acqua, brillerai
Se sarai ciò che sarò
E se sarai tempo, ti aspetterò
Per sempre
Se sarai luce, scalderai
Se sarai luna, ti vedrò
E se sarai qui, non lo saprò
Ma se sei tu, lo sentirò
Ovunque sarai, ovunque sarò
In ogni gesto io ti cercherò
Se non ci sarai, io lo capirò
E nel silenzio io ti ascolterò
Se sarò in terra, mi alzerai
Se farà freddo, brucerai
E lo so che mi puoi sentire
Dove ogni anima ha un colore
Ed ogni lacrima ha il tuo nome
Se tornerai qui, se mai, lo sai che
Io ti aspetterò
Ovunque sarai, ovunque sarò
In ogni gesto io ti cercherò
Se non ci sarai, io lo capirò
E nel silenzio io ti ascolterò
Io ti ascolterò
Se sarai vento, canterai

IRAMA
Postato il 9-Apr-2022 alle 11:58:06 • Rispondi
• Pensieri... (da: Tua FeRNy)

Perderai molte persone nel tuo cammino.
Certe lentamente, senza accorgertene.
Una telefonata in meno, un messaggio dimenticato.
Altre per scelta, tua o non tua.
Alcune però ti rimarranno addosso.
Basterà una foto dimenticata tra un libro,
una canzone alla radio
ed ecco che te ne ricorderai.
Sorriderai.
Magari ti chiederai come stanno
affrontando le loro battaglie.
Se sono felici.
E forse ti commuoverai pensando
a come le avete affrontate voi
insieme le battaglie.
Poserai la foto, spegnerai la radio
e di nuovo continuerai la tua giornata
cercando di scrollarti di dosso
quella sensazione di aver perso
insieme a loro almeno un po' di te.

Gabriel Garcia Marquez
Postato il 16-Mar-2022 alle 20:02:04 • Rispondi