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Con un velo di malinconia negli occhi, il guardiano del faro se ne va. Lascia la sua torre di pietra, dove ha lanciato per decenni lampi di luce sui naviganti del Mediterraneo e sugli occhi sognatori di chi salpava dall’Africa e capitava dalle sue parti: Portopalo di Capo Passero, la punta più a Sud della Sicilia e pure d’Italia se si esclude Lampedusa. Un faro, un simbolo. Lui è Giovanni Lupo, 67 anni, molti dei quali passati a scrutare il mare dall’altura di Cozzo Spadaro, dove la acque dello Ionio si gettano in quelle agitate del Canale di Sicilia. Succede che oggi Lupo faccia armi e bagagli e lasci il faro perché scatta la pensione. E non sa se sarà sostituito: «Mah». In via d’estinzione
Lavoro d’altri tempi, il suo, soppiantato dall’automazione di un mondo che cambia. «Siamo una razza in via di estinzione, in Italia saremo forse una quarantina. Il destino è quello perché ormai si controlla tutto a distanza», sospira nostalgico. Lupo è uno degli ultimi esemplari, fra i più fedeli e appassionati. «Se tornassi indietro lo rifarei. Ho scelto questo lavoro praticamente da bambino, dopo aver visto due sceneggiati, Il vecchio e il faro e I racconti del faro, che mi erano piaciuti molto. Io sono di Portopalo e vedevo nel cielo le spade di luce lanciate da Cozzo Spadaro. II mio sogno era viverci nel faro e devo dire che ci sono riuscito. Almeno fino a oggi questa è stata la mia casa. Qui è nata mia figlia, qui c’è mia moglie. Da domani andrò in paese». Scomparirà la professione ma di certo non scomparirà l’idea romantica del guardiano del faro. Orizzonti, solitudini, venti. Il faro è poesia, è tempesta. «Ma è anche 165 gradini da salire e scendere per arrivare alla lanterna a 83 metri sul livello del mare. Lì bisogna pulire, controllare, imbiancare…», scherza Lupo ma fino a un certo punto. Perché lassù c’è andato anche ieri. «Mi è sempre piaciuto essere un porto sicuro per chi è in mare. Anche se io non vedo loro, loro vedono me e questo è importante. Tre lampi ogni quindici secondi e sanno che la terra è qui». Il mare
La luce di Portopalo viaggia per 36 miglia marine, circa 70 chilometri, che significa essere in mezzo al mare rispetto a Malta. «Da lì le navi si orientano con due fari, il nostro e Siracusa o Punta Secca che è più vicino, quello di Montalbano». Il suo mondo è popolato di marinai, scogli e di gabbiani che gli parlano del tempo. «Quando sono bassi il mare al largo è grosso». Dal cielo arrivano aiuti e arriva anche uno dei nemici più temuti: il fulmine. Ne ha visti molti, in quarant’anni. Prima di fermarsi nella sua Portopalo, Lupo ha girato mezza Italia. La Spezia, Ancona e, soprattutto, Ustica. Nell’isola della strage del Dc9 ha vissuto gli anni più avventurosi, dal 1983 al 1987. «Una torre a strapiombo sul mare, isolata, lontana dal paese. Si raggiungeva percorrendo una mulattiera. Lì sì era impegnativo». E il nome della torre non aiutava: Omo morto. «Quando sono arrivato, la situazione era disastrosa. Il collega che lavorava con me dopo un mese ha rinunciato al posto perché non ce la faceva ad adattarsi. Rimasi da solo, con mia moglie». Lupo ricorda una notte di tempesta. «C’è stato un black out elettrico, sono salito in cima a vedere la lanterna e mi beccai un fulmine. Tremendo. Mi sono buttato giù per le scale per andare ad accendere il fanale di riserva ad acetilene. Il buio era totale e in mare vedevo delle luci, barche o navi che non potevano sbagliare rotta. Pioveva a dirotto e dovevo fare in fretta. Grazie a Dio il fanale ha preso a funzionare. Mentre io e mia moglie ci siamo rifugiati in una grotta perché la casa si era allagata. Poi lei è andata per qualche giorno da un’amica e il marito è venuto a farmi compagnia».
I migranti
A Portopalo sono invece storie di pescherecci fuori controllo e di migranti disperati. «Me li trovavo in mare quando andavo con la pilotina all’isola delle Correnti, dove c’è un piccolo faro che bisogna governare. Una volta erano molti, ora meno perché il portano a Pozzallo». Ma lei non li vede da lassù? «No, da su no. Però loro vedono me da molto lontano e seguono la mia luce». I lampi di luce sul Mediterraneo di Giovanni Lupo, guardiano dell’ultimo faro.

Salvo Sottile
Postato il 1-Aug-2021 alle 8:18:06 • Rispondi
• Parole d'amore... (da: Tua FeRNy)

Sospesa tra due mondi,
funambola tra realtà e ricordi.
Lotto per non perdere l’equilibrio.

È cosi difficile…

Se cado un abisso di dolore.
Se rimango in piedi,
Insensibile osservatrice
della mia vita.

Sara Bianchini
Postato il 25-Jul-2021 alle 12:03:17 • Rispondi
• Grazie a tutti... (da: Tua FeRNy)

Ringrazio tutti coloro che hanno ricordato Francesco sui social nel giorno del suo compleanno.
Serena giornata
Postato il 25-Jul-2021 alle 12:02:42 • Rispondi
• Auguri Franci... (da: Tua FeRNy)

Caro Francesco,

nel giorno dei tuoi 34 anni voglio affidare al mare alcune semplici parole che tu possa vedere dal cielo in cui ora abiti.
Sono sicuro che in queste belle serate d’estate, quasi ogni giorno torni a volare su quest’acqua, su questo Stretto su cui hai vissuto, giocato, amato, urlato la tua insostenibile voglia di vivere.
No, Francesco, non è finita. La vita è solo cominciata, cominciata solo adesso, perché questa che noi viviamo è troppo fragile, troppo povera in confronto a quello che sarà, a quello che ora sei.
E’ strano. Non ti ho conosciuto, non sei stato parte di quella variopinta nuvola dei miei 180 alunni. Eppure, è come se tu fossi l’unico vero alunno, forse perché puoi essermi maestro, e lo sei stato. L’alunno con cui avrei voluto dialogare, come faccio adesso, delle cose più importanti: della vita, della morte, del dolore e dell’amore, di tutto ciò che fa parte di questo strano mare che è la realtà che ci circonda, che ci distrae, a volte, quando ne percepiamo solo gli aspetti più superficiali.
Tu, che nel tuo viaggio sei andato oltre il mare ed il cielo; tu, che hai incontrato quel sole che hai invocato; tu, che hai sofferto le pene più grandi del tuo piccolo corpo; tu, Francesco, aiutaci non tanto a capire, quanto ad accogliere il mistero che ci sovrasta.
Con fiducia, non con disperazione; con speranza, senza rancore. Vieni tra noi come un angelo, quando si fa sera: portaci le carezze degli angeli e, nel tuo sguardo e nel tuo sorriso luminoso, un raggio del volto di Dio che ci sorride.
Vieni dalla tua mamma e donale la forza di attendere, con la lampada accesa, il giorno del vostro nuovo incontro, il giorno in cui vi abbraccerete, come si abbraccia qualcuno partito per un viaggio. Sarà più di un ritorno; sarà incontrarti iniziando un nuovo viaggio. Sarà una vita fatta di cose nuove che per ora non riusciamo nemmeno ad immaginare. Forse un riflesso di tutto questo ce lo dà il mare. Il mare, ora calmo ora rabbioso, ma che in certi istanti diventa come uno specchio.
A lui, al mare, affido queste righe, ricordo e memoria viva di Francesco La Fauci, ragazzo che oggi avrebbe fatto trent'anni, e che li ha compiuti in cielo.
Gli angeli hanno fatto a gara per spegnere le candeline con lui, con un colpo d’ala. Come per un colpo d’ala lui se n’è andato via, ma ci ha lasciato delle orme da seguire.
Le candeline, in cielo, non si spengono, le luci della festa restano accese, il vestito festivo non si toglie più. Lui brilla lassù, come una stella: guardatelo, mamma e papà di Francesco, guardate il vostro figlio lassù… splende di luce accecante…

Gabriele BLUNDO CANTO



(Il 15.07.2005, Francesco avrebbe compiuto 18 anni.
Per la sua festa è stato organizzato un falò sulla spiaggia e tanti messaggi chiusi dentro una bottiglia sono stati buttati nelle acque d’Italia.
Una bottiglia è stata ritrovata nella riserva naturale Isola Bella di Taormina da Silvia Torrisi che gentilmente me l’ha spedita.)

Postato il 15-Jul-2021 alle 13:59:31 • Rispondi
• AUGURI By Alessandra VISALLI... (da: Tua FeRNy)

Il privilegio più grande che ho è quello di essere seduta a tavola ogni domenica nello stesso posto in cui sedevi tu. Tante volte penso a quello che saremmo stati io e te e se saremmo diventati, crescendo , inseparabili. Ho sempre questa lieve sensazione che tu ci sia e che tu non mi abbandoni mai. Come fossi nell'aria , in uno spazio ed in un tempo indefinito ma con la sensazione che mi accompagni sempre, che sei al mio fianco, che non mi lasci mai. Ecco io vivo così, vivo di tuoi piccoli segnali che mi fanno stare bene e che non mi fanno sentire sola.
Ti lovvo infinitamente
Francesco La Fauci
Postato il 15-Jul-2021 alle 13:55:31 • Rispondi
• AuGuRi!!!!! (da: Rocco e il resto della ciurma.)
Auguri di Buon Compleanno Cugino!!!
Postato il 15-Jul-2021 alle 11:08:47 • Rispondi

RE: AuGuRi!!!!! (da: Tua FeRNy)
Grazie ciurma...
Grazie di cuore
Risposta del 15-Jul-2021 alle 13:53:40 • Rispondi